L’EBA chiarisce le attività volte a rendere operative le imprese madri nell’UE intermedie di gruppi di paesi terzi

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  Banche e intermediari finanziari


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  Parere

In data 7 novembre 2022, l’Autorità bancaria europea ha pubblicato un parere per chiarire il quadro applicabile all’istituzione delle imprese madri nell’UE intermedie (intermediate parent undertakings, IPU), nonché alle attività volte a renderle operative, da parte dei gruppi di paesi terzi (third country groups, TCG) attivi nell’UE. Il presente parere, rivolto alle autorità competenti e di risoluzione, intende assicurare un’applicazione efficace e armonizzata in tutta l’Unione del requisito introdotto dall’articolo 21 ter della direttiva sui requisiti patrimoniali (CRD5).

In particolare, il parere fornisce linee guida utili per i casi in cui il TCG intenda predisporre due IPU al posto di una sola, essendo soggetto alla separazione delle attività imposta da leggi obbligatorie del paese terzo in questione oppure perché l’istituzione di una sola IPU renderebbe la risoluzione meno efficace. Il parere chiarisce il processo nonché i requisiti informativi e i criteri di valutazione, dal punto di vista sia della vigilanza che della risoluzione, ai fini dell’approvazione della struttura a due IPU da parte dell’autorità competente.

Inoltre, il parere sottolinea l’importanza di meccanismi adeguati ed efficienti per garantire la sicurezza e la robustezza dell’IPU e delle relative filiazioni nell’Unione, concentrandosi sui dispositivi di governance interna e sui meccanismi di esternalizzazione, gestione dei rischi, liquidità e finanziamento.

Il modulo “REN+” della suite TigreArm permette di consultare il documento originale in lingua inglese e la sua traduzione in italiano.



Pubblicato il 8/11/2022

 

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