Information Management e Pillar 3

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Cos’è l’Information Management

La gestione dell’Informazione o Information Management, come viene definita da Davis, è “il processo mediante il quale vengono fornite tempestivamente le informazioni pertinenti ai decisori”. Questo significa che il valore della conoscenza generata dall’elaborazione del dato viene utilizzata per fornire il supporto decisionale e operativo ai vertici dell’impresa.

I manager o il board dell’azienda ricevono quindi la reportistica con l’informativa necessaria per prendere decisioni strategiche e mantenere il controllo sulla società.

A titolo esemplificativo la funzione del Risk Manager, Internal Audit e il Responsabile della Compliance utilizzano le informazioni per mantenere la banca in regola per quanto riguarda il rispetto delle normative e prevenire alcune azioni che potrebbero comportare dei pericoli per l’ente.

La gestione dell’informazione è un processo legato all’infrastruttura tecnologica, all’organizzazione e alle risorse umane. Ogni divisione della banca viene coinvolta dal personale che carica l’operazione (front office) all’iter con il quale viene gestita, analizzata e infine rilasciata.

Il primo e il secondo passaggio coinvolgono in particolare il fronte delle risorse umane, mentre gli step successivi appartengono alla specializzazione dell’Information Technology (IT).

Nel processo di Information management devono essere rispettati alcuni requisiti per ottenere una reportistica utile ai fini decisionali. Questi sono rappresentati da:

Ognuno di questi aspetti è indispensabile per ottenere un risultato affidabile e rilevante allo scopo dell’indagine. Una gestione del dato adeguata non può prescindere dal rispetto dei requisiti sopra esposti.

 

I vantaggi dell’Information Management

Nel settore bancario, dove la tecnologia e le elaborazioni possono fare la differenza, l’information Management presenta innumerevoli vantaggi. Lo studio dei big data in tempi rapidi crea:

  • Vantaggi competitivi per la banca;
  • Soluzioni strategiche e operative per il board;
  • Monitoraggio e controllo del rispetto delle normative per il Responsabile della Compliance;
  • Controllo nella gestione del rischio per il Risk Manager;
  • Verifica e gestione delle procedure interne per l’Internal Audit;
  • Analisi degli assorbimenti patrimoniali e di liquidità per il CFO;

Le opportunità che vengono fornite da una solida e stabile gestione dell’informazione sono di rilievo per tutte le divisioni dell’ente, ma soprattutto per l’alta dirigenza.

Nell’ambito della gestione dell’informazione si è mosso il Comitato di Basilea, che ha ritenuto opportuno, considerando lo shock a cui il settore finanziario è stato sottoposto a partire dal 2007, di trovare un rimedio alla carenza informativa del sistema.

 

Terzo Pilastro di Basilea 3 – Pillar 3

Nel contesto del recepimento dei principi di Basilea II, al fine di migliorare la normativa del settore è stato predisposto per gli enti il vincolo di pubblicazione di informazioni in relazione alla propria adeguatezza patrimoniale, l’esposizione ai rischi e i dettagli del processo di identificazione, valutazione e gestione (Pillar III di Basilea 2).

La regolamentazione di Basilea II prevedeva tre pilastri:

  • Primo Pillar – requisiti patrimoniali minimi
  • Secondo Pillar – Processo di controllo prudenziale
  • Terzo Pillar – Obbligo di informativa al pubblico

“A partire dal 1° gennaio 2014 è entrata in vigore la nuova disciplina prudenziale per le banche e per le imprese di investimento contenuta nel Regolamento (UE) n. 575/2013 (Capital Requirements Regulation, c.d. CRR) e nella Direttiva 2013/36/UE (Capital Requirements Directive, c.d. CRD IV), che traspongono nell’Unione Europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria (c.d. framework Basilea III)”.

Il regolamento di Basilea III non modifica l’approccio sui tre Pillar presente nella disciplina precedente, ma aggiunge al terzo pilastro alcune integrazioni per ottenere maggiore trasparenza e informazioni sulla composizione del capitale e sul calcolo dei ratio patrimoniali.

In particolare, si pone l’obiettivo di migliorare la capacità da parte degli enti di comunicare la propria struttura del capitale, l’esposizione ai rischi e le politiche di copertura.

L’informativa legata al terzo Pillar, che gli intermediari sono obbligati a pubblicare con cadenza almeno annuale, ha subito diverse integrazioni. Queste implementazioni sono tutte indirizzate a creare una migliore struttura espositiva standard a livello europeo.

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Le caratteristiche del Pillar III

La struttura del Pillar III è organizzata in quadri sinottici riferiti ad una particolare area informativa:

  • qualitativa, che fornisce la descrizione delle metodologie e dei processi per valutare la gestione del rischio;
  • quantitativa, che restituisce i dati relativi alla consistenza patrimoniale degli istituti di credito e i rischi a cui sono esposti.

 

Pillar III: vincolo o opportunità per le banche

Il Pillar III può essere considerato dalle banche non solo un oneroso vincolo operativo legato alla data governance, ma anche un’opportunità di miglioramento quantitativo e qualitativo nella gestione dell’informazione (Information management).

La qualità del dato è di rilievo nella gestione del processo, in quanto un valore non corretto o poco coerente comprometterebbe l’intero database e le elaborazioni per la gestione dell’informazione che ne derivano.

La Data Governance e l’Information Management sono quindi le fondamenta della produzione di un attendibile e solida documentazione informativa.

Nel caso la banca non fosse all’altezza della sfida, il Pillar III offre alla società l’opportunità di migliorare il sistema e renderlo adeguato. Questo processo viene portato a termine grazie al supporto delle infrastrutture IT che consentono analisi qualitative di data base di grandi dimensioni in tempi rapidissimi.

In questo contesto la suite TIGREARM ha costruito un modulo dedicato.

 

PILLAR III: la soluzione di Save Consulting nella suite TIGREARM

È il modulo di data governance che, partendo dall’archiviazione delle segnalazioni regolamentari (regulatory reporting), consente di produrre la reportistica richiesta dal terzo pilastro o Pillar III Basilea.

Gli innegabili vantaggi operativi consentono, in particolare al Risk management, di:

  • Evitare il recupero destrutturato delle varie informazioni da diverse fonti aziendali;
  • Risparmiare almeno il 70% del tempo;
  • Gestire l’insieme delle informazioni secondo logiche predefinite e certificate tramite le linee guida EBA ed i Regolamenti Europei;
  • Produrre il set quantitativo delle informazioni in pochi semplici passaggi e con tempi elaborativi pressoché immediati;
  • Definire il sistema di controllo, anche ai fini della conformità normativa (compliance), e dell’auditabilità delle informazioni;
  • Poter disporre di una reportistica (information management) in cui l’informazione è navigabile, a ritroso, dal dato finale sino alle sue componenti elementari.

Come tutti i moduli TigreArm, il modulo è web-based e consente la fruibilità anche in smart-working

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