Circolare 285 – governo societario

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In data 02 luglio, Banca d’Italia ha emanato un aggiornamento delle disposizioni di vigilanza sul governo societario delle banche (Circolare n. 285/2013). Le modifiche, che sono state sottoposte a consultazione pubblica, sono volte a rafforzare gli assetti di governance delle banche italiane e a tener conto dell’evoluzione degli indirizzi europei (direttiva CRD V e Guidelines EBA).

Tra le novità c’è l’introduzione di una quota minima di genere del 33% negli organi di amministrazione e controllo delle banche, da attuare entro tempistiche diversificate a seconda delle dimensioni delle banche. Questa innovazione mira ad accrescere la diversità nella composizione degli organi e quindi il loro buon funzionamento: una pluralità di approcci e prospettive nell’analisi dei problemi e nell’assunzione delle decisioni favorisce, infatti, un maggiore dibattito nel board e contribuisce a migliorarne la visione strategica e la capacità di monitorare la gestione aziendale. L’ingresso di un maggior numero di donne negli organi delle banche può inoltre facilitare il ricambio degli esponenti e la riduzione della loro età media, elementi per i quali soprattutto nelle banche più piccole vi sono aree di miglioramento.

La misura fa seguito a precedenti iniziative, volte a incoraggiare una maggiore presenza femminile nei board delle banche, che sono tuttavia risultate insufficienti.

In aggiunta alla quota di genere, le disposizioni indicano alcune buone prassi (come tali non vincolanti), per accrescere l’efficacia del ruolo che il genere meno rappresentato potrà in concreto svolgere.

Le nuove disposizioni prevedono anche l’innalzamento da 3,5 a 5 miliardi di euro della soglia di attivo utile per la definizione di banca di “minori dimensioni o complessità operativa”. A queste banche si applicano alcune semplificazioni previste dalle disposizioni di vigilanza sul governo societario e dal decreto ministeriale sui requisiti di idoneità degli esponenti aziendali. La nuova soglia, in linea con gli indirizzi europei, accresce quindi il grado di proporzionalità della normativa.

Le modifiche introdotte incidono anche su altri aspetti: annoverano tra i temi di rilevanza strategica le decisioni su alcune materie (Fintech; fattori ambientali, sociali e di governance – ESG; politiche di funding); richiedono l’adozione di standard etici per tutto il personale; rafforzano alcuni presidi di controllo; prevedono l’adozione di politiche per la gestione del dialogo tra amministratori e azionisti. Alle banche si richiede, infine, di adeguarsi ad una specifica previsione della CRD V in materia di finanziamenti agli esponenti e alle loro parti correlate.

Anche tali ambiti verranno gestiti nelle nostre attività di consulenza.



Pubblicato il 5/7/2021

 

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